martedì 28 agosto 2012

il misterioso tunnel di Miramare

il castello di Miramare

Nel giugno 2012, nel corso di un sopralluogo svolto dalla Sovrintendenza per verificare lo stato di conservazione dei muraglioni a mare del castello di Miramare, fu scoperto un misterioso tunnel.
Una cavità, di forma quadrata, aperta a livello del mare e che penetra all'interno del castello...
Pare tuttavia che questo tunnel non celi grandi misteri, e che abbia solo la funzione di scaricare a mare l'acqua piovana raccolta dal tetto.
Così pare... così dicono... così è scritto sul giornale... però non c'è certezza.
Sognare un ulteriore piccolo mistero è sempre lecito, e tanto più nella romantica cornice di Miramare.

Riferimenti: Il Piccolo, 26 giugno 2012, Scoperta a Miramare Il castello rivela un misterioso tunnel

giovedì 23 agosto 2012

piromani sul Carso

Estate particolarmente calda, siccità. ed ecco che arriva la stagione degli imbecilli (la cui mamma, notoriamente di facili costumi, è sempre incinta) che si divertono (?) ad appiccare incendi.

Qualche giorno fa è toccato a Crnotice (Slovenia) ed a Sgonico, mentre in questi giorni è il turno della zona di Visogliano, sulle pendici dell'Hermada, dove se ne sono andati in fumo una ventina di ettari di boscaglia:

incendio sul monte Hermada
incendio sul Monte Hermada (foto: Protezione Civile FVG)
incendio sul Monte Hermada
incendio sul Monte Hermada (foto: Protezione Civile FVG)
Numerosi i lanci di "bombe" d'acqua con l'elicottero:


E' difficile trovare aggettivi per qualificare questi imbecilli. Anche scadendo nel turpiloquio più pesante, non si troverebbero termini adatti.

E' parimenti difficile trovare parole per elogiare gli sforzi dei volontari della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale, del Corpo Pompieri Volontari... dimentico qualcuno?

E' un lavoro pesante, faticosissimo, sconfortante... e pericoloso, soprattutto quando riguarda una zona come questa, ricchissima di residuati bellici che, sollecitati dalle fiamme, decidono di risvegliarsi dopo quasi un secolo di sonno...

Però, nonostante il caldo, nonostante il pericolo, nonostante la fatica, nonostante tutto sono sempre pronti ed attivi, cercando di rimediare con il lavoro di ore o giorni al danno che un imbecille ha causato in un solo minuto... 
Grazie a voi tutti.

venerdì 17 agosto 2012

La Sfinge Colibrì

la Sfinge del Galio o Sfinge Colibrì (Macroglossum Stellatarum) è una farfalla che non è difficile trovare in Carso d'estate, e che colpisce per la sua somiglianza con il Colibrì.
Sugge infatti il nettare dai fiori librandosi nell'aria e restando ferma, proprio come i Colibrì, ai quali assomiglia anche per forma e dimensione.


(filmato di Sergio Sergas)

domenica 22 luglio 2012

la Grande Guerra in casa - mostra a Ternova Piccola fino al 16 settembre


Veramente notevole l'allestimento della mostra "La Grande Guerra in casa", al centro D'Arte Skerk (Ternova Piccola - Duino Aurisina)
Quattro sale allestite con testimonianze fotografiche e documentali sulla Prima Guerra Mondiale nei paesi della zona attorno al Monte Hermada, che affrontano vari aspetti:


  • Condizioni ottime di vita economica (industria marmifera ed alberghiero-turistica, agricoltura, pesca, collegamenti ferroviari e viari), attività finanziarie, culturali, sociali ecc. anteriori all’inizio del conflitto.
  • Inizio delle ostilità con bombardamenti delle artiglierie italiane e conseguente esodo coatto o volontario della popolazione verso il centro dell’Impero, relative dure condizioni di permanenza.
  • I rapporti tra militari e civili rimasti nelle retrovie.
  • La distruzione dei villaggi e di edifici, con diffusi pesanti danni alle infrastrutture ed al territorio, principalmente dalle opposte artiglierie e specialmente dai bombardamenti dei cannoni a lunga gittata della Regia Marina, posizionati a Punta Sdobba ed Isola Morosini.
  • Le linee del fronte: reticolati, trincee e rifugi scavati nella roccia carsica, vita dei soldati in estreme condizioni, armi individuali e collettive, uso del gas, lanciafiamme, armamento e disposizione di nidi di mitragliatrice, batterie di cannoni, obici, bombarde ed altri materiali di offesa e difesa.
  • Il ricupero dei feriti. I caduti singolarmente ed in massa, loro sepolture provvisorie e nei cimiteri.
  • Aerei italiani ed austroungarici a terra, in volo od abbattuti.
  • Disposizione sull’Ermada, relativi armamenti dei due eserciti all’inizio della undicesima offensiva italiana.
  • Il battaglione dimenticato di volontari minorenni denominato “Nabresina” o “ciclisti” dislocato, in funzione antisbarco, da Duino a Prosecco.
  • Uniformi, granate ed altri materiali bellici.
La mostra è stata allestita dalla Associazione Hermada - Soldati e Civili, e sarà visitabile con il seguente orario:
Dal 21 luglio al 26 agosto 2012: venerdì, sabato, domenica 10:00 - 12:30 e 18:30 - 21:30
Dal 31 agosto al 16 settembre 2012: venerdì, sabato, domenica 10:30 - 13:00 e 17:00 - 20:00

Per maggiori informazioni: 
Associazione HERMADA - SOLDATI E CIVILI
Ternova Piccola 15
34011 Duino-Aurisina (TS)

Tel. +39 331 7403604 o +39 345 6407888

lunedì 28 maggio 2012

il mortaio Skoda da 38cm

Una delle armi più impressionanti utilizzate durante la prima guerra mondiale fu il mortaio Skoda da 38 cm, Belagerungshaubitze M16.
Uno dei due mortai Skoda da 38cm oggi sopravvissuti,
al Heeresgeschichtliches Museum a Vienna

Progettato nel 1915-16, prodotto in 10 esemplari tra il 1916 ed il 1918, era destinato alla demolizione delle fortificazioni più robuste da distanze impensabili (aveva una gittata utile di 15 Km...)
Le foto disponibili di quest'arma non rendono l'idea delle sue dimensioni e capacità, che si riassumono nei seguenti numeri:
peso: 81700 Kg
lunghezza della canna: 6,46 m
peso del proiettile: 750 Kg (contente ben 68 Kg di esplosivo)
velocità del proiettile: 459 m/s
elevazione: da 40° a 75°
brandeggio: 360°
cadenza di tiro: 1 colpo ogni 5'

Imponente anche la logistica che circondava ciascuno di questi possenti pezzi.
L'unità che gestiva uno di questi mortai era complessivamente composta da 8 ufficiali, 210 soldati, 5 cavalli, 4 chassis e 20 trattrici, tra pesanti e leggere, con rimorchio.
Un capolavoro d'ingegneria a sé stante erano gli "chassis", i mezzi speciali appositamente realizzati per trasportarlo. Veniva scomposto in tre pezzi (canna, affusto, piattaforma), ognuno dei quali veniva caricato su uno speciale chassis a 8 ruote. Ogni ruota era dotata di un proprio motore elettrico, e lo chassis era collegato ad una motrice benzoelettrica (ovvero un trattore che, per mezzo di un motore a benzina, produceva l'energia elettrica per alimentare i motori dello chassis).
Il convoglio era completato da un quarto chassis, con la funzione di porta-munizioni.
Questi mezzi riuscivano a spostarsi alla velocità di 16 Km/h, superando pendenze fino al 25%!
Era possibile smontare dalle ruote gli pneumatici (in gomma piena), per permettere al convoglio di viaggiare autonomamente su brevi tratti su binari ferroviari (per spostamenti maggiori, superiori ai 50 Km, si preferiva caricarli su vagoni ferroviari standard)



Il mortaio in batteria

Un'altra bella immagine del mortaio in batteria
Si sta effettuando il caricamento del proiettile; verrà
poi inserita una delle cariche di lancio (visibili
a terra, in primo piano)

Il carro trasporto-munizioni;
per trasportare i proiettili (pesanti ciascuno 750Kg)
si utilizzava una piccola Decauville

Il carro porta-canna, con la sua motrice benzoelettrica

Nonostante la mole del mezzo, la sua messa in batteria era straordinariamente veloce: in campo aperto da 8 a 20 ore, su terreno roccioso da 2 a 15 giorni.

Altre immagini:
Il trattore benzoelettrico M16 ed i rimorchi
Il mortaio M16 durante il trasporto
Il mortaio M16 in batteria ed il carro portamunizioni
Il mortaio M16 in batteria
Foto di vari dettagli (dal sito Landships)

Vi ho tediato abbastanza?
Vi state chiedendo "E cosa c'entra tutto ciò con il Carso?"

Bene, la risposta... alla prossima puntata!


sabato 19 maggio 2012

Giornate della biodiversità in Carso

Due interessanti appuntamenti gratuiti per parlare della biodiversità che arricchisce il territorio carsico.

Il primo DOMENICA 20 MAGGIO dalle 19:00 presso il giardino botanico "Carsiana" (Sgonico)


  • Passeggiata all'imbrunire nel giardino botanico
  • Dimostrazione pratica di installazione di una bat-box
  • Conferenza della dott.ssa Donatella Samec per parlare dei chirotteri che popolano il Carso 


Il secondo appuntamento DOMENICA 27 MAGGIO dalle 16.00 presso il Centro Visite Gradina nella Riserva naturale Regionale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa

  • Conferenza del naturalista e ornitologo Paul Tout con presentazione dei dati sui censimenti dei lepidotteri e dell'avifauna della riserva 
  • Escursione pomeridiana alla scoperta della biodiversità del lago di Doberdò 
  • Cena ecosostenibile a km zero con i prodotti degli agricoltori del Carso (richiesta prenotazione) 


INFO e PRENOTAZIONI inforogos@gmail.com, tel 333 40 56 800.

In caso di maltempo gli appuntamenti verranno rinviati.

martedì 8 maggio 2012

il tesoro della grotta del Pettirosso

La grotta del Pettirosso (148/260VG) si trova in una delle doline più suggestive del Carso; con le pareti strapiombanti, folta di vegetazione, vi si accede solo attraverso un unico, comodo sentiero.
E' una zona straordinariamente amena e silenziosa. La superstrada corre in alto, a pochi metri di distanza, e cionostante i rumori vi giungono attutiti e distanti, mentre tutto sembra ispirare una tranquilla serenità.
E' comprensibile che questa caverna, con il relativamente ampio terreno coltivabile antistante sul fondo della dolina, sia servita da rifugio per l'uomo dalle epoche più remote.
Allorché Karl Moser la esplorò per la prima volta, nel 1892, vi rinvenne una rozza costruzione a forma di ferro di cavallo, che dedusse trattarsi di un ricovero o di un pozzo che raccoglieva l'acqua dallo stillicidio ed una enorme piastra calacarea, sotto la quale giaceva lo scheletro di un giovane, in seguito studiato dal Wirchow.
Durante gli scavi, vennero poi rinvenuti frammenti d'osso incisi, un pesce ricavato da un corno di cervo, ceramiche appartenenti alla cultura di Vucedol ed alcuni vasi del neolitico.
Successivi scavi condotti nel 1972 dal prof. Stacul nella dolina antistante produssero svariati reperti dell'età del ferro.
Altri scavi condootti invece dalla Soprintendenza all'interno della caverna diedero risultati abbastanza deludenti, permettendo di recuperare pochi reperti del neolitico e del mesolitico: il terreno era oramai sconvolto da numerosi scavi abusivi.

Ma a cosa fu dovuto questo accanimento degli scavatori abusivi?
Forse il loro obiettivo non furono i reperti archeologici; circolava infatti la voce che, all'epoca delle guerre francesi, in quella grotta fosse stata nascosta una barra d'oro, una croce pure d'oro e parecchie armi.
Furono quindi probailmente i cercatesori (che, sarei pronto a scommettere, rimasero comunque a becco asciutto) a devastare la grotta con i loro scavi, e non gli archeologi abusivi (anche se, tuttavia, probabilmente diedero anch'essi successivamente il loro contributo...)

Per approfondire:
I BAGOLARI (CELTIS AUSTRALIS) DEL DR. L. KARL MOSER NELLA GROTTA DEL PETTIROSSO (1 48/260 VG) PRESSO AURISINA