lunedì 13 luglio 2009

La cisterna romana di Opicina

La cisterna romana di Opicina, o Cisterna di Ovçjak, si trova in una dolina in prossimità della centrale elettrica:


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Le sue origini sono antiche, ma la sua forma attuale risale al 1836. Utilizzata inizialmente come fonte d'acqua per l'abitato, poi come "jazera", infine poi come sorgente d'acqua per le locomotive.
La larga carrareccia, che scende a spirale lungo i versanti della dolina, serviva proprio per il transito dei carri che dovevano prelevare l'acqua per le locomotive della vicina stazione ferroviaria.

Da Cisterna Romana di Opicina

Con i suoi 12 metri di diametro, è una delle opere più grandi nel suo genere; e, come tutti gli specchi d'acqua del Carso, è importantissimo dal punto di vista naturalistico, per la varietà di fauna che ospita.

Da Cisterna Romana di Opicina

Ovviamente, non manca in rete chi parli di usi rituali del luogo, per celebrazioni di improbabili dee lunari, decantando come la luna si rifletta nello specchio d'acqua...

mercoledì 1 luglio 2009

il monumento scomparso dell'Artiglieria A.U.

Dopo la vittoria di Caporetto, nella baia di Sistiana venne collocato un piccolo monumento, celebrativo dell’Imperial Regia Artiglieria Austro-Ungarica.
Si trattava di una pregevole riproduzione del mortaio da 15cm M80, probabilmente realizzata in pietra d’Aurisina.
Qui possiamo vedere com'era il mortaio M80 originale, preso a modello per il monumento:



(fonte: moesslang.net)

Tale manufatto, in un qualche momento successivo alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, finì nella collezione di Diego de Henriquez; tanto che, negli anni ’70, era visibile presso il deposito all’aperto che il famoso ed appassionato collezionista aveva a Padriciano.
Negli anni successivi alla misteriosa morte di de Henriquez, scomparve pure una parte rilevante della sua collezione, in maniera quasi mai limpida. Tale fu la sorte che toccò anche a questo pregevole mortaio in marmo, del quale oggi ci è rimasta soltanto una foto (scattata dal col. Abramo Schmid nel 1970 a Padriciano):

Probabilmente oggi questa scultura fa mostra di sé nell’indegna cornice di qualche giardino privato o dell’atrio di qualche villa…
Se quindi vi doveste ricordare di averlo visto da qualche parte... tirate fuori dalla naftalina il vostro senso civico, e segnalatelo alle autorità.
E' un piccolo pezzo della nostra storia, che sarebbe bello tornasse ad esser di tutti.

Aggiornamento del 9 aprile 2013:

Grazie agli appassionati del gruppo KuK i.r.97 - Freiherr von Waldstätten Triest . Trieste, sono state trovate due immagini del monumento originale. E c'è chi sta già pensando di ricostruirlo...

L'iscrizione recita:
"Den Gefallenen kameraden, k.k.lst art.reg n°4, ? marsch kompanie, batterien wildpark Sablici,1915 191?"

Questa immagine è probabilmente del dopoguerra: non vi compare l'aquila bicipite (presente invece nella foto precedente), probabilmente rimossa nel generale "repulisti" dei simboli Austro Ungarici.

domenica 28 giugno 2009

La cinciallegra

(grazie a Martino Pizzol per la foto - via Flickr)

La Cinciallegra (scientificamente Parus Major), grande frequentatrice del Carso, in cui è diffusissima. Allegra di nome e di fatto, considerata la frequenza con cui la si sente cantare in primavera...
Grande divoratrice di insetti, è quindi utilissima sia all'ambiente sia all'agricoltura.
In questo periodo è possibile trovarne con relativa facilità i nidi; depongono le uova infatti in aprile-maggio, le covano per un paio di settimane, e poi entrambi i genitori accudiscono i piccoli per 20-30 giorni...
Dove cercare i nidi? Nei buchi degli alberi, negli anfratti della roccia e dei muri... fare molta attenzione, perchè possono celarsi nei posti più impensati. Ad esempio, all'interno di un mattone:

Oppure date un'occhiata a questo cannone, conservato all'ingresso del Museo del Monte San Michele:

Quel foro sulla canna è stato fatto con il cannello per "inertizzarlo", ovvero renderlo definitivamente inutilizzabile come cannone...
Ebbene, come cannone sarà anche inutilizzabile, ma non come nido: sbirciamo dentro al foro...
Ovviamente (ma serve dirlo?), le nostre osservazioni vanno fatte con la massima discrezione: non disturbare nè i piccoli nè i genitori (che si stanno dando una gran pena per imboccarli), parlare sottovoce (o, meglio, stare zitti: cos'avete di così importante da dirvi?), non toccare nè i piccoli nè il nido per nessun motivo, e limitare al minimo la nostra presenza.

mercoledì 24 giugno 2009

ancora sul fantomatico Castelliere di Jurkovac

Del fantomatico castelliere di Jurkovac avevo già scritto tempo fa (precisamente qui).

Non ho smesso di cercare dove si potesse trovare questo "castelliere di Jurkovac"... dando per scontato che, per svariati motivi, non può essere uno dei due castellieri di Slivia (sono entrambi troppo grandi, rispetto alla descrizione del Burton, non sono visibili dalla stazione di Aurisina, ed il percorso che descrive il Burton per raggiungerlo non è compatibile).
Avevo anche scartato che potesse essere l'Ostri Vrh, il modesto rilievo che si trova tra la stazione di Aurisina e San Pelagio... ma quest'ultima ipotesi dovrò adesso rivalutarla seriamente.

Ho infatti trovato nella Guida dei dintorni di Trieste, Società Alpina delle Giulie, 1909 (pag. 96), la seguente nota:
"Al sud del monte S. Leonardo sorge il castelliere della villa di Samatorizza e verso occidente, su un colle il castelliere di S. Pelagio chiamato Gradisce."

Osservo che la posizione dell'Ostri Vrh è perfettamente compatibile con questa descrizione, e che il Burton indicava il toponimo "Grad"...


Visualizza Ostri Vrh in una mappa di dimensioni maggiori

Una doverosa nota sul toponimo “Grad” (e derivati Gradec, Gradisce ecc.), che è è molto diffuso in Carso: si chiama “Gradec” la cava in prossimità del castelliere di Slivia II, “Gradec” è uno dei nomi del monte Coste, “Gradisce” si trova in prossimità della Grotta Ternovizza, ed una “Gradensce” a nord di Gabrovizza…
Ma anche “Ostri Vrh” è diffuso a pioggia: lo troviamo a sud-est del monte San Leonardo, un altro a sud di Monrupino, un altro ancora a nord di San Daniele del Carso.

A questo punto si riaprono le indagini sull'Ostri Vrh, come possibile candidato ad aver ospitato in passato il piccolo castelliere di San Pelagio...
La zona è stata devastata nel corso della prima e della seconda guerra mondiale (durante la prima, ospitava delle fortificazioni austro-ungariche di retrovia; durante la seconda, delle postazioni contraeree, probabilmente prima italiane e tedesche dopo, a protezione della vicina stazione ferroviaria). La zona è stata quindi fortissimamente rimaneggiata, e non sarebbe da meravigliarsi che delle strutture del castelliere sia rimasto poco o nulla...

sabato 20 giugno 2009

il castelliere di Samatorza

Al Castelliere di Samatorza avevo già accennato qui. Avevo scritto di non averlo mai visto, e di sapere soltanto che si trovava in prossimità della Grotta Azzurra...
Un primo sopralluogo non mi aveva permesso di individuarlo. Ma poi, mettendosi di buzzo buono con Google Earth, infine sono riuscito a trovarlo.

Eccolo, in tutto il suo splendore:


Visualizzazione ingrandita della mappa

Il motivo per cui non lo avevo trovato nel primo sopralluogo è semplice: non si trova "nei pressi" della Grotta Azzurra, si trova proprio SOPRA alla Grotta Azzurra...

Al momento, lo si vede più chiaramente nella foto satellitare che non dal vivo, sul terreno: troppa vegetazione, in questa stagione...
Per qualche foto decente "dal vivo" ne riparliamo quest'inverno...

mercoledì 13 maggio 2009

scuola di fai-da-te preistorico

Vi segnalo una bella iniziativa, che si terrà i giorni 22-26 maggio presso la Grotta Nera (Basovizza). La manifestazione, organizzata dal Gruppo Speleologico San Giusto e dal Dipartimento di Scienze Archeologiche dell'Università di Pisa, è un laboratorio didattico-sperimentale sulle tecniche artigianali preistoriche; ovvero, attraverso un rigoroso studio archeologico, verrnno illustrata, e fatte provare dal vivo, le tecniche di produzione dei manufatti utilizzati dagli uomini preistorici nei periodi del Paleolitico inferiore - medio, Mesolitico e Neolitico.
Si tratta di un esempio di quella che viene definita "archeologia sperimentale" (e che, tutto sommato, è un ottimo modo per rendere interessante l'altrimenti noiosissimo studio della storia...)

E' disponibile on-line il volantino illustrativo dell'iniziativa (completo di mappa per chi non sappia dov'è la Grotta Nera).

Il programma completo della manifestazione è il seguente:

Venerdì 22 maggio 2009
  • Ore 10.00 - presso il Centro Didattico Naturalistico (via Gruden, 34 Basovizza)
    Presentazione della manifestazione
    Saluto delle autorità intervenute
    Introduzione all’incontro
  • Ore 11.30 - Trasferimento al Centro di Educazione Ambientale “Eliseo Osvualdini” Bosco Bazzoni.
    Visita alla struttura didattica e ai siti dimostrativi con le autorità e gli intervenuti.
  • Ore 12.00 - Coffee break offerto dal Gruppo Speleologico San Giusto

Sabato 23 maggio 2009
  • Dalle ore 09.00 alle 13.00 visite riservate alle scuole
  • Dalle ore 15.00 alle 18.00 la struttura è aperta dal pubblico

Domenica 24 maggio 2009
  • Dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 14.00 alle 17.00 la struttura è aperta al pubblico
Lunedì 25 maggio 2009
  • Dalle ore 09.00 alle 13.00 visite riservate alle scuole
  • Dalle ore 15.00 alle 18.00 la struttura è aperta al pubblico
Martedì 26 maggio 2009
  • Dalle ore 09.00 alle 13.00 visite riservate alle scuole

martedì 5 maggio 2009

il tumulo preistorico del Monte Concusso

Mi chiedono di indicare dove sia il tumulo preistorico del Monte Concusso (o Monte Cocusso, o Kokos) a cui accennavo in un post precedente.

Il modo migliore per farlo è, come sempre, indicarlo su google maps:


Visualizza Monte Concusso in una mappa di dimensioni maggiori

Una bella vista aerea potete averla da Live Maps.

Per arrivarci:
Partite da Basovizza, in direzione del confine di Pese
Poco prima del confine, dove c'è il bivio che a sinistra conduce a Grozzana, imboccate la strada sterrata che si inerpica sul Monte Concusso.
Seguitela fino in fondo, ed arriverete al tumulo.

E' un tumulo funerario che risale all'età del bronzo.
Sembra che nelle immediate vicinanze, attorno alla vetta del Concusso, vi siano i resti di un castelliere... ma io non sono riuscito ad individuare nulla di significativo.
Non mi risulta che sia mai stato scavato (ma è danneggiato perchè modificato per piazzarci un punto trigonometrico dell'IGM).
Godetevi la vista; si tratta di uno dei punti più panoramici del carso, che permette di spaziare dall'Istria fino alle Alpi Giulie.

Foto digitali da postare non ne ho... prometto che alla prima occasione ci ritorno e scatterò un po' di foto. Se qualcuno mi precede e vuol girarmi le foto, sarà il benvenuto...