mercoledì 22 luglio 2009

Canovella de' zoppoli

Sulla costa ai piedi del Carso, proprio sotto all'abitato di Aurisina, si trova il porticciolo con l'altisonante nome di "Canovella de' zoppoli".
E' un porticciolo piccolo e pittoresco, sovrastato da terrazzamenti coltivati a vite.

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Il nome deriva da un non spiegato toponimo, "Conouella" che compare già nel XVI sec. (se non prima). E gli zoppoli... cosa sono gli zoppoli?
Lo zoppolo, o "Čupa", è un'antica imbarcazione, semplice ai limiti del primitivo.
E' costituita da un unico tronco di Pino Rosso o di Pino marittimo, scavato con l'accetta in modo da ricavarne uno scafo. Le misure "tradizionali" dello zoppolo sono: lunghezza 7 m, largezza 70 cm, altezza 60 cm, spessore 5-8 cm.
Su questo scafo veniva montata una larga traversa per gli scalmi, che sostenevano due remi lunghi 6 metri.
Le origini dello zoppolo sono ovviamente antichissime, e volendo si potrebbero far risalire anche alla più remota preistoria... Limitandosi alla storia, le menzioni più antiche degli zoppoli si hanno in Dalmazia già dal 1272, mentre nella nostra zona viene menzionato per la prima volta nel 1621, allorchè il Conte di Duino ne confiscò uno ai pescatori di Santa Croce, che avevano pescato abusivamente nelle sue acque.
Lo zoppolo rimase in uso presso i pescatori della zona fino a tempi molto recenti: l'uso era ancora diffuso nel periodo tra le due guerre.
Oggi ne sopravvivono solo tre esemplari:
- lo zoppolo "Maria", costruito ad Aurisina nel 1890, ed esposto al museo etnografico di Lubiana
- lo zoppolo "Lisa". costruito anch'esso ad Aurisina ma nel 1882, conservato nella Collezione de Henriquez
- ed infine uno zoppolo, di costruzione recente, è conservato nella sede di Sistiana dello Yacht Club Čupa (che ne prende, appunto, il nome)
Gli zoppoli venivano custoditi appunto nella zona di Canovella, ma non nel porticciolo che vediamo oggi e che è di costruzione recente (fu costruito dal Governo Militare Alleato nel 1953). Gli zoppoli venivano tirati in secca e conservati su alcuni gradoni, visibili ancor oggi, chiamati "fasalli".
A fianco dell'attuale porticciolo si vedono i resti dell'antico porticciolo romano; resti dell'epoca romana furono rinvenuti anche sul pianoro sovrastante. Si trattava probabilmente di una stazione in qualche maniera collegata con le cave, ed in questo porticciolo venivano imbarcati i blocchi di pietra di Aurisina estratti dalle cave.
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