mercoledì 19 agosto 2015

il castelliere di Volčji Grad

Il castelliere di Volčji Grad si trova a poche centinaia di metri dall'omonimo villaggio, poco distante da Komen-Comeno,

E' un castelliere particolare ed interessante per diversi motivi, che lo rendono degna meta di una bella gita.

Intanto, si tratta di uno dei castellieri meglio conservati e, soprattutto, di cui è più semplice "leggere" sul terreno la struttura, nonostante la lussureggiante vegetazione circostante.

E' uno dei più imponenti: oggi le rovine delle mura hanno altezza dai 2 ai 4 metri, per una larghezza da 8 a 15 metri. Presumibilmente, la struttura originale aveva mura dello spessore di 3 metri e altre 5 o 6 metri.

E, infine, è del tutto particolare per la sua struttura: anziché coronare un'altura, si trova su una piccola elevazione del terreno, appena accennata, ma sfrutta sapientemente a scopo difensivo alcune doline circostanti
Questa, sui due lati opposti in cui è naturalmente difesa da alcune doline, ha una sola cinta di mura.
Agli altri due lati invece il castelliere è difeso da una doppia cinta di mura.
Queste due doppie cinte di mura opposte sono poi dotate di porte, lungo le quali corre la antica strada che conduceva a Komen-Comeno.
Questa strada è definita "romana", ma è probabile che in realtà sia ben più antica, e sia una delle tante "strade dei castellieri", usate dalle popolazioni autoctone ben prima dell'invasione romana.
La presenza di questa strada che lo attraversa lascia intuire che il castelliere sia stato un importante punto di transito e commercio, sede magari anche di mercati.

Questo castelliere (come peraltro quasi tutti quelli della nostra zona) venne scoperto e rilevato per la prima volta da Carlo de Marchesetti.

rilievo di Carlo de Marchesetti (1906)



La massa imponente di sfasciume costituisce ancor oggi una notevole struttura di difesa; tant'è che durante la prima guerra mondiale fu sfruttato dall'esercito austro-ungarico, che vi ricavò sulla sommità diverse piccole fortificazioni a secco, tuttora visibili e ben conservate.



I militari che lo presidiarono nel 1915-18 lo dotarono anche di un acquedotto, i cui resti (grossi tubi di ghisa protetti da pietre ammassate) sono tuttora visibili nella zona circostante.



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