venerdì 12 marzo 2010

L'abitato protostorico di Duino Stazione

abitato protostorico di Duino Stazione - ricostruzione ipotetica
(disegno di Guido Zanettini)

Meglio forse sarebbe scrivere "il PRESUNTO abitato protostorico di Duino Stazione", perchè l'area non è mai stata oggetto di scavi archeologici, e quindi non c'è la certezza che si tratti effettivamente di un abitato protostorico... anche se supporlo è ragionevole.
Tuttavia, potrebbe trattarsi di un accampamento temporaneo, o di un recinto per animali, o comunque di una struttura esterna, sussidiaria alla comunità che viveva in uno dei castellieri della zona.
Fino a quando non verranno effettuati studi più approfonditi, sarà impossibile pronunciarsi con certezza.

E' stato scoperto molto recentemente, nel 2004, da Federico Bernardini. E le circostanze di tale scoperta sono l'ennesima dimostrazione che in Carso i rinvenimenti, in genere, sono riservati, oltre che ai fortunati, a chi abbia "occhi per vedere".
Durante un sopralluogo, Federico Bernardini ha rinvenuto dei frammenti di pietra, che ha rinosciuto essere non dei normali "sassi", ma frammenti di una "macina a sella" (*) in trachite dei Colli Euganei.
Certamente, la differenza cromatica avrà aiutato... ma non si può far a meno di ammirare chi, in una pietraia carsica, è in grado di riconoscere in una pietra diversa dalle altre un frammento di macina.
Una volta rinvenuta questa macina, un'ispezione attenta dei dintorni ha portato ad individuare i probabili resti di una cinta in muratura protostorica, eretta con caratteristica tecnica "a sacco".
Anche qui, bisogna ammettere che riconoscere i resti di tali strutture non deve esser stato assolutamente semplice. Pur sapendo bene cosa e dove cercare, io ho personalmente faticato parecchio per riconoscerle.

Se quindi decidete di visitarlo, non aspettatevi di poterlo individuare facilmente ma, soprattutto, non aspettatevi grandi cose... oltre all'innegabile fascino che una struttura del genere conserva nel tempo.

Per raggiungerlo: partendo dalla vecchia stazione ferroviaria di Duino (oggi abbandonata), prendiamo il sentiero che porta in direzione dell'Hermada.
Poco dopo aver superato il sovrapasso ferroviario, là dove il sentiero curva decisamente a sinistra, sulla destra troveremo due sentieri che si dipartono. Sono stati oggetto di rcenti lavori di allargamento e sistemazione, e quindi sono oggi delle vere e proprie strade forestali.
Seguiamo quella più a destra per qualche centinaio di metri, fino a che non vedremo una evidente curva ad "S". Subito dopo dopo la curva, sulla destra, si può esservare un lungo ed evidente affioramento roccioso, pur parzialmente occultato dalla vegetazione.

Visualizza Carso segreto in una mappa di dimensioni maggiori

Sfruttando parte di questo affioramento roccioso è stato eretto un lato del recinto dell'abitato protostorico. Una volta individuatane una parte, seguendola sarà possibile percorrerne (sia pur con qualche difficoltà) tutto il perimetro.

Sembrano i resti di un normale muretto carsico.
Ma, facendo attenzione, si nota la inconsueta tessitura "a sacco".

L'area recintata è lunga complessivamente una quarantina di metri, e nel punto più largo misura una ventina di metri.
abitato protostorico di Duino Stazione - Planimetria del sito
(disegno di Guido Zanettini)

E' possibile riconoscere tre distinti ingressi; è interessante osservere che, attraverso ognuno, passa una traccia di sentiero... segno che, a tutt'oggi, vengono riconosciuti dagli animali come punti di passaggio privilegiato.
 Particolare dell'ingresso di nord-ovest, attraversato da una evidente traccia di sentiero

panoramica, dall'interno dell'abitato, da sud-est ad ovest.
Il muraglione più a destra è quello che delimita l'ingresso sud-est. Al centro della foto, i resti dell'ingresso a sud-ovest.
Alla destra della foto, i resti dell'ingresso di nord-ovest.


Proprio a fianco dell'ingresso di nord-ovest, su una roccia del solcato carsico si trova una evidente coppella.
Naturale o artificiale? Difficile dirlo...

Per approfondire:


(*) La "macina a sella" è uno strumento antico e primitivo, usato per macinare il grano e produrre quindi farina.
E' costituito da due parti: una pietra inferiore, più larga, detta "macina inferiore", ed una più piccola, detta "molinello". Impugnando il molinello con due mani e trascinandolo sulla macina inferiore, venive prodotta la farina.
Le caratteristiche della pietra utilizzata per produrre macina sono essenziali, in quanto deve essere dura e scabrosa.
La trachite dei Colli Euganei era particolarmente adatta, e quindi nella protostoria vennero fatti ampi commerci di questi manufatti. Tant'è che il rinvenimento di macine con queste caratteristiche in vari siti italiani, ed anche in alcuni castellieri del Carso e dell'Istria, è stata tutt'altro che episodica.
Questo genere di manufatti viene fatto risalire al periodo dal VII al V secolo a.C.

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